Interconnessione
Macchine, sistemi e dispositivi scambiano dati tramite reti e protocolli compatibili.
Evoluzione della produzione
Il passaggio non consiste soltanto nell’aggiungere tecnologia: significa rendere processi e informazioni più accessibili, misurabili e utili, mantenendo al centro sicurezza, competenze e continuità produttiva.

Due prospettive complementari
Industria 5.0 non cancella la digitalizzazione. Secondo la Commissione europea, completa il paradigma 4.0 rafforzando tre priorità: centralità delle persone, sostenibilità e resilienza.
Macchine, sistemi e dispositivi scambiano dati tramite reti e protocolli compatibili.
Stati, quantità, consumi, tempi e allarmi diventano informazioni disponibili per l’analisi.
Eventi e parametri possono essere associati a lotti, ordini o fasi del processo.
La tecnologia supporta capacità, sicurezza, comprensione e decisioni dell’operatore.
Dati e controllo aiutano a conoscere sprechi, consumi e possibilità di ottimizzazione.
Sistemi documentati e manutenibili reagiscono meglio a guasti, cambiamenti e indisponibilità.

Dalla teoria all’impianto
Prima di collegare una macchina occorre decidere quali informazioni servono, a chi devono arrivare e quali decisioni renderanno possibili.
La prima rivoluzione industriale viene associata alla meccanizzazione e all’energia a vapore; la seconda all’elettricità e alla produzione di massa; la terza all’elettronica, ai computer e all’automazione. Con la quarta, macchine e sistemi diventano connessi e i dati entrano stabilmente nella gestione del processo produttivo.
Un PLC può controllare perfettamente una macchina senza che questa sia integrata con altri sistemi. Per ottenere informazioni utili servono variabili definite, protocolli compatibili, una rete progettata correttamente e una destinazione dei dati. HMI, supervisori, database o software aziendali svolgono ruoli diversi: il progetto deve stabilire quali dati scambiare, con quale frequenza e con quali responsabilità.
Il percorso parte dall’identificazione di controllore, programma disponibile, protocolli, segnali e documentazione. Se il PLC è compatibile, può essere sufficiente aggiungere comunicazione e nuove variabili. Se è obsoleto o non accessibile, può servire una migrazione: rilievo degli ingressi e delle uscite, ricostruzione delle sequenze, sostituzione del controllo, prove e aggiornamento degli schemi.
L’efficienza rimane importante, ma non è l’unico criterio. La visione europea dell’Industria 5.0 mette in evidenza il benessere e le competenze dei lavoratori, l’uso responsabile delle risorse e la capacità dei sistemi produttivi di adattarsi alle perturbazioni. In pratica, una soluzione tecnologicamente avanzata dovrebbe anche essere comprensibile, sicura, manutenibile e coerente con gli obiettivi dell’organizzazione.
“Industria 4.0” e “Industria 5.0” descrivono paradigmi tecnologici e organizzativi. Non indicano automaticamente la conformità a una norma o l’accesso a incentivi. Requisiti fiscali, perizie e certificazioni devono essere verificati separatamente con professionisti abilitati e riferimenti aggiornati.
Domande frequenti
No. La completa, aggiungendo una visione più attenta a persone, sostenibilità e resilienza.
No. Il valore nasce da obiettivi, segnali, connessioni e informazioni utili, non dall’età del solo controllore.
Sì. Un progetto pilota ben delimitato permette di verificare dati, utilità e modalità operative prima di estendere il sistema.
Primo passo
Indica controllore, processo, dati desiderati e sistemi con cui dovrebbe comunicare.
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