Sensori ambientali
Umidità del terreno, temperatura, luminosità e altre grandezze scelte in funzione della coltura.
Tecnologia applicata alle colture
Sensori, elettrovalvole e sistemi di controllo possono trasformare operazioni ripetitive in processi misurabili, programmabili e più facili da sorvegliare.

Dalla misura al comando
Il sistema acquisisce le condizioni rilevate in campo, le confronta con soglie, orari e consensi stabiliti e comanda i dispositivi collegati. L’operatore mantiene il controllo e può consultare stati, allarmi e dati utili.
Umidità del terreno, temperatura, luminosità e altre grandezze scelte in funzione della coltura.
Livello, pressione e portata possono fornire consensi, allarmi e informazioni sul funzionamento.
Apertura delle zone irrigue, alternanza delle pompe e gestione delle condizioni di sicurezza.
Ventilazione, ombreggiamento, riscaldamento e illuminazione possono essere coordinati.
Dosaggi e sequenze richiedono strumenti adeguati, ricette controllate e verifiche periodiche.
Pompe, livelli, temperatura, pH e conducibilità possono essere monitorati e regolati.

Applicazioni possibili
Un progetto può partire da poche funzioni essenziali e crescere nel tempo, purché quadro, cablaggi e programma siano pensati per essere comprensibili e manutenibili.
I primi automatismi agricoli erano spesso basati su temporizzatori: un’uscita veniva attivata a un’ora stabilita per un tempo prefissato. È una soluzione ancora valida per impianti semplici, ma non tiene conto da sola delle condizioni reali. L’introduzione di sensori, controllori programmabili e comunicazione permette di aggiungere consensi e verifiche: per esempio impedire l’avvio con un serbatoio vuoto, segnalare una pressione anomala o modificare la sequenza in base all’umidità rilevata.
Il quadro distribuisce e protegge l’alimentazione, raccoglie i segnali e comanda pompe, valvole e altri attuatori. Il PLC esegue il programma: legge ingressi digitali o analogici, verifica condizioni e tempi, quindi aggiorna le uscite. Un pannello HMI può mostrare zone, modalità manuale o automatica, soglie, allarmi e storico essenziale.
In un impianto idroponico l’acqua è anche il mezzo che trasporta i nutrienti. Livello, temperatura, pH e conducibilità elettrica possono richiedere misure affidabili, dosaggi graduali e controlli incrociati. Sonde non calibrate o installate male possono produrre decisioni errate: l’automazione deve quindi includere manutenzione, verifica dei sensori e modalità manuali sicure.
Prima di sostituire temporizzatori o centraline occorre rilevare alimentazioni, potenze, tubazioni, portate, pressioni, valvole e logiche già utilizzate. Si definiscono poi le funzioni da conservare, quelle da aggiungere e il comportamento in caso di guasto. L’intervento può comprendere nuovo quadro, sensori, cablaggi, programma, collaudo delle zone e consegna della documentazione aggiornata.
Reitano Automazioni può occuparsi della parte elettrica, del controllo e dell’integrazione. Soglie agronomiche, ricette nutritive e strategie di coltivazione devono essere definite o validate dal responsabile della coltura e, quando necessario, da professionisti competenti.
Domande frequenti
Sì, quando tubazioni, dispositivi e alimentazioni sono compatibili. Il rilievo iniziale serve a capire cosa riutilizzare.
No. Per poche funzioni può bastare un controllo più semplice; il PLC diventa utile quando aumentano segnali, sequenze, allarmi e possibilità di espansione.
È possibile valutarlo, ma connettività, continuità del servizio, sicurezza e comando locale devono essere considerati fin dall’inizio.
Valutazione tecnica
Coltura, numero di zone, fonte idrica, pompe, valvole e funzioni desiderate sono un buon punto di partenza.
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